La Provincia si schiera a sostegno dell’Università del Salento per la modifica del Decreto Carrozza

La penalizzazione degli Atenei del Sud è l’effetto aberrante del Decreto sull’Università scritto dal Governo per mano del Ministro Carrozza.

Il Consiglio Provinciale di Lecce nella seduta odierna ha approvato un Ordine del Giorno a mia firma contro questa palese disparità e per contrastare in maniera puntuale e decisa l’impostazione del nuovo quadro legislativo sull’Università.

Il Decreto 104/2013 determina, infatti, una divaricazione tra gli atenei del Nord e quelli del Sud poiché le risorse umane da destinare alle varie Università non sono più calcolate in rapporto ad ogni singolo ateneo, ma vengono sommate in un’unica banca dati da cui si estraggono i Punti Organico che determinano le nuove assunzioni. Ebbene i Punti Organico vengono calcolati in base all’ISEF (Indicatore di Sostenibilità Economico Finanziaria) – basato sul rapporto tra entrate (tasse studentesche e fondi ministeriali) ed uscite (spese per il personale e debiti vari) – e, quindi, la possibilità di assumere nuovo personale (in sostituzione di quello andato in pensione o in copertura di nuove cattedre) dipende esclusivamente dal fatto che gli atenei facciano registrare un ISEF positivo o negativo.

Il nuovo sistema di computo – come dichiarato dalle stesse Università del Sud Italia – potrebbe mettere a rischio, addirittura, la stessa sopravvivenza degli atenei meridionali che per perseguire la rivalutazione del loro dato ISEF, saranno costretti ad aumentare le tasse causando, in un periodo di crisi economica, una diminuzione delle immatricolazioni.

Secondo i dati diffusi dagli stessi Rettori pugliesi, l’applicazione del Decreto Carrozza assegnerebbe 11.28 punti organico alla Puglia con la conseguenza che si determinerebbero pochissime sostituzioni rispetto a un gran numero di dipendenti che hanno terminato la carriera. Basti pensare a Lecce le assunzioni potranno essere di solo 3 unità, mentre le Università di Milano, Bologna e Padova, e i Politecnici di Milano e di Torino insieme, potranno usufruire di più del 30% dei punti organico.

Da ciò emerge un panorama allarmante anche per l’Università del Salento sia per ciò che concerne la sostenibilità e la funzionalità delle attività di docenza e ricerca con conseguenze disastrose per l’intero tessuto sociale e produttivo salentino, sia, paradossalmente, per quanto riguarda la ricaduta economica negativa sugli studenti e sulle loro famiglie che vedranno un aumento delle tasse universitarie a fronte di un diritto allo studio menomato.

Il mio Ordine del Giorno impegna il Presidente della Provincia di Lecce non solo a sollecitare il Governo ed il Parlamento a rivedere radicalmente l’impostazione normativa del decreto, ma anche a raccordarsi con il Rettore dell’Università del Salento, Prof. Vincenzo Zara, al fine di sostenere l’Ateneo salentino nella realizzazione di ogni iniziativa utile a perseguire questo obiettivo nell’interesse del Salento e per il futuro dei nostri ragazzi.