
Per avere un panorama concreto di quale sia il quadro economico nel quale si è mossa l’Amministrazione Gabellone, è opportuno fornire alcuni dati essenziali del Bilancio 2010.
L’indebitamento della Provincia di Lecce per residuo dei mutui e BOP, è passato da circa 22 milioni e 500 mila euro del 1995 (insediamento Ria) ad oltre 176 milioni di euro del 2009 (anno in cui è terminata la consiliatura Pellegrino).
Il totale complessivo dello squilibrio ereditato è di oltre 19.000.000 di euro.
L’Amministrazione Provinciale, davanti a questi numeri, avrebbe potuto dichiarare il dissesto finanziario, ma con grande sforzo e con la volontà di non far pesare questi dati sull’intera popolazione salentina, si è voluto realizzare un bilancio di risanamento, ma anche di programmazione e sviluppo.
Per rimettere il treno della Provincia di Lecce sui binari, la manovra del 2010 ha perseguito questi obiettivi: riduzione delle spese degli organi, recupero dell’efficienza, taglio delle spese della politica e delle spese inutili, vendita del patrimonio, rivisitazione dei residui e razionalizzazione delle spese discrezionali.
Per avere il polso della situazione, anche in questo caso, fornisco alcuni importati dati.
Con la riduzione delle spese del organi delle società partecipate si sono risparmiati 400.00 euro, mentre con la soppressione e l’accorpamento delle società stesse abbiamo risparmiato oltre 3 milioni di euro.
Abbiamo ridotto del 30% le indennità degli amministratori (risparmio di 115.000 euro) e dei gettoni del Consiglieri (- 185.000 euro), e abbiamo fatto economia sulla struttura burocratica, con la riduzione dei dirigenti (da 23 a 20) che ha determinato un risparmio di 306.000 euro.
Per completare l’opera di risanamento dei conti è stata approvata la vendita di alcuni immobili del patrimonio provinciale, per un introito complessivo di 11.800.000.
A questo si aggiungano alcuni tagli sulle spese di gestione che, in un momento di difficoltà economica generale, è un’operazione necessaria, ma anche di rispetto verso i cittadini. Pertanto, abbiamo approvato un piano triennale di contenimento delle spese che va ad incidere sui costi per: energia elettrica, telefonia, cancelleria, riscaldamento e carburante.
Dal quadro complessivo si evince che tutto l’Ente Provincia (amministratori – società partecipate – dirigenti) è stato accomunato in uno sforzo eccezionale di riallineamento e bonifica dei conti ereditati.
Questo, però, non è andato ad incidere sulle capacità di investimento e di sviluppo dell’Amministrazione Provinciale che, seppur dovendo far fronte ad un macigno enorme, ha impostato delle politiche di finanziamento delle opere pubbliche e di implementazione delle attività culturali.
Basti pensare che è stato approvato un piano triennale delle opere pubbliche che risulta essere concreto e fattivo e non un libro dei sogni. Inoltre, abbiamo approvato agevolazioni per la concessione di credito in favore delle famiglie in disagio economico e degli studenti universitari, oltre a realizzare degli interventi in favore delle attività sociali e di recupero poste in essere dagli oratori.
Le nuove iniziative in campo culturale sono numerose: restauro di beni artistici (per 150.000 euro), valorizzazione della Biblioteca Provinciale Bernardini, creazione della 1° Conferenza Provinciale sulla Cultura dalla quale è scaturito il Progetto “Salento Provincia Culturale”, allestimento della mostra internazionale sulle Opere di Caravaggio e dei Caravaggeschi (in collaborazione con il Min. Interno).
Infine, per dare alcuni dati delle rilevanti iniziative in campo turistico, è sufficiente citare la partecipazione a Vinitaly, alle Borse del Turismo (Milano, Napoli, Berlino, Bolzano e Rimini), oltre alla realizzazione di Salento d’Amare, la Notte della Taranta, Educational Tour per operatori giapponesi, Cuochi senza Frontiere, Premio Barocco e Salento Negroamaro.
Dati alla mano siamo davanti ad un bilancio che programma mette mano ai conti dell’Ente e programma le linee dello sviluppo per rispondere alle domande che ci rivolgono i salentini.