
l Salento arranca vistosamente. E’ questa l’analisi implacabile che, purtroppo, si evince dalla lettura dei dati del “Rapporto 2008 sulla qualità della vita in Italia” realizzato dal Dipartimento di teoria economica dell’Università “La Sapienza”.
Le cifre fotografano un calo della qualità della vita nel territorio provinciale, riportando un arretramento significativo della Provincia di Lecce ed un forte divario con le province di Bari e Foggia che, al contrario, fanno registrare un bel balzo in avanti. Altro che Puglia migliore, questa è una regione a due velocità.
Quest’ultimo scorcio di consiliatura provinciale che celebra il 15° anno consecutivo del centro sinistra alla guida della nostra Provincia, ci lascia in eredità un pesante fardello racchiuso nell’81° posto su 103.
Il nostro territorio non solo è relegato nella parte bassa della graduatoria nazionale sulla qualità della vita, ma accusa anche un recesso di oltre 15 posizioni rispetto al dato del 2007.
Inoltre, naufraga miseramente anche l’idea del così detto “Grande Salento” che in questi anni è stata pubblicizzata come la panacea di tutti i mali, ma che si sta rivelando un vuoto slogan.
Il Rapporto 2008, infatti, oltre al pessimo risultato leccese, rende evidente anche il 92° posto della Provincia di Brindisi (che nel 2007 era al 76° posto) e la terz’ultima posizione del tarantino.
Questo quadro a tinte fosche non era certamente quello che era stato promesso in campagna elettorale e non è ciò che i salentini meritano.
Tutto ciò è la conferma ulteriore che è necessaria una inversione di tendenza ed una radicale modifica della politica provinciale per dare delle risposte alle difficoltà provenienti dal territorio.