domenica, febbraio 10th, 2008

Con qualche ritardo e dopo una buona dose di polemiche il progetto del partito unitario, dello schieramento di centro destra, sembra prendere forma partendo da una lista comune: F.I. e A.N.
In sostanza si sta verificando ciò che il popolo del centro destra ha da sempre voluto e auspicato, bastava solo tendere l’orecchio e cogliere non solo gli umori ma persino le chiare ed esplicite richieste, in più circostanze espresse, dei sostenitori e dalla stessa base elettorale. Unanime l’appello: Unitevi.
Ero lì il due dicembre 2006. Al tempo stesso ero popolo e attento osservatore, non vi erano dubbi: la nostra gente era già più avanti della classe dirigente, senza distinzioni di parte, rivendicava una necessità, l’unione.
Poi è arrivata la stagione delle polemiche, dei malintesi, degli scontri, delle gelosie e dell’incomprensioni. La nomenclatura discuteva e i nostri elettori rimanevano attoniti, giustamente incapaci di comprendere il perché.
Oggi è arrivato finalmente il giorno dell’unità, anche se solo in termini di lista elettorale. Per ora. Indubbiamente un progetto che viene da lontano ma che ha trovato la spinta necessaria alla realizzazione sotto la pressione delle elezioni anticipate. La lista unitaria risponde sì ad una logica elettorale di semplificazione del quadro politico e necessità tattica, ma guai a vederla solo sotto questo aspetto. Un cemento comune, a differenza di altri, è alla base di questa naturale unità. Non solo il cemento programmatico ma anche valoriale ed umano. Ed è su questo terreno che si può progettare il futuro della lista unitaria, del nuovo partito e della governabilità della nazione.
Non è una contraddizione che un partito identitario e ricco di appartenenza come A.N. scelga questa strada. In queste fasi vi è un fecondo periodo di reciproca contaminazione che al tempo stesso trasferisce e acquisisce valori. E noi siamo lì con il nostro orgoglio a fare la nostra parte.
Non è un volere a tutti i costi cavalcare gli eventi o peggio ancora dire: avevo ragione. No, è solo una continuazione coerente del discorso che ho sempre sostenuto in tutte le sedi e in ogni circostanza.
E’ chiaro, volendo guardare oltre le elezioni politiche, tutto ciò comporterà delle ricadute sul territorio anche in termini di scelte strategiche future. Penso alla nuova visione che si dovrà avere nell’affrontare il discorso delle elezioni Provinciali e Regionali. Ma tutto ciò, lungi dallo scoraggiarci, ci deve impegnare sin da ora a cogliere la nuova impostazione e trasformarla in opportunità. Poi come sempre, chi avrà più filo da tessere tesserà.
Coraggio, anche il nostro Salento potrà beneficiare delle scelte di una politica che guarda al futuro.
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