La Notte della Taranta non è proprietà esclusiva di qualcuno
martedì, agosto 31st, 2010La “Notte della Taranta” non è un patrimonio esclusivo proprietà di qualcuno in particolare, tutt’al più che anche a livello materiale, sostanziale, più soggetti e interlocutori costituiscono la “Fondazione Notte della Taranta”, uno strumento voluto e concepito proprio per dare un luogo di confronto e di studio, sul futuro del fenomeno e dell’evento culturale nel Salento.
Prendo atto dunque con legittima amarezza della “fuga in avanti” dell’amico Sergio Blasi, che a poche ore dalla chiusura del Festival 2010 ha inteso tracciare in maniera indipendente e unilaterale il solco della strada futura della “Notte della Taranta”, indicando e investendo di fatto la pur rispettabilissima figura artistica di Giuliano Sangiorgi come prossima guida della manifestazione e possibile Maestro Concertatore dell’appuntamento conclusivo di Melpignano.
Prescindendo dal valore musicale riconosciuto di Sangiorgi e dal suo attaccamento al Salento ed ai valori di una salentinità che esporta giornalmente in dischi e concerti, non si comprende il perché di questa uscita allo scoperto del tutto estemporanea, che detta delle linee-guida senza contare sul confronto con gli interlocutori che hanno garantito anche quest’anno finanziamenti ingenti e sostegno culturale alla riuscita della manifestazione, uno su tutti la Provincia.
Potrà essere anche quest’Ente decisivo e decisorio in un qualunque percorso di rivalutazione del futuro della rassegna? O dovrà continuare a svolgere il ruolo di “bancomat” della manifestazione, sostenendola tout-court, senza alcun ruolo nelle politiche culturali seguite dal Festival?
Potrà l’Amministrazione Provinciale incidere nelle scelte più importanti della “Notte della Taranta”?, tra l’altro facendo valere la centralità della sua posizione all’interno della Fondazione, dove ha appena indicato un suo consigliere di amministrazione, Raffaele Gorgoni, valente intellettuale del territorio.
Potranno essere condivise, scelte decisive per lo sviluppo e la crescita di questo percorso culturale, oppure dovremo ancora assistere alle virate improvvise di un singolo, in questo caso Blasi, deciso a imporre linee e scuole di pensiero del tutto personali?
Non doveva, con il Maestro Einaudi, iniziare una “lunga, feconda e felice collaborazione, improntata al recupero delle radici culturali della tradizione salentina”, secondo quanto assicurava Blasi qualche mese addietro? Che fine hanno fatto tutte queste certezze?
Non vorremmo fossero svanite in una notte, e per questo attendiamo risposte ad interrogativi che riteniamo centrali per l’evoluzione culturale del progetto “Notte della Taranta”























